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Il West Cork [racconto]

Ultimo Aggiornamento: 14/12/2006 23.37
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14/12/2006 23.37
 
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Victoria Cross, Cork City - Ireland / Domenica 1 Giugno 2003

"Un altro fine settimana come tanti altri, passato tra pubs e ristoranti... Dovremmo forse approfittare del lungo weekend per una visita a West Cork...". Una conversazione, due pensieri che si incontrano, l'energia della nostra mente che materializza i fatti. E' proprio vero, tutto nasce dalle idee.

Ecco come è iniziata la nostra visita che aveva come meta Mizen Head. Forse perché la mia ragazza è nativa di Blarney, forse perché dopo due anni a Dublino hanno lasciato il segno (in me), o forse anche per il lavoro che faccio... Ma più di due weekends in città non riesco più a passarli. E poi, qualcuno dall'Italia griderebbe allo scandalo se sapesse che vivo a Cork e non spendo almeno qualche giorno del mese in West Cork!

West Cork oramai è diventata una mia seconda casa, per via del mio lavoro viaggio spesso tra le varie Kinsale, Clonakilty, Bantry, potrei dire che unisco l'utile al dilettevole.

Ma partiamo dall'inizio. O meglio, da un po' più indietro...

Il mio nome è Giancarlo, vengo dalla calda Sardegna. Da un'isola ad un'altra, penserà qualcuno, ebbene sì, nella terra ferma non mi trovo proprio a mio agio... A volte la vita è proprio buffa. I miei colleghi irlandesi non fanno altro che lamentarsi del tempo, la pioggia, le estati che non sono estati. E continuano a chiedermi il perché me ne sto qui sotto la pioggia mentre me ne potrei stare come una lucertola al sole... a volte me lo chiedo anche io, ma forse alla fin fine il bello della vita è la vita stessa, viverla in tutte le sue forme, in tutte le sue varietà ed aspetti. Lo stesso accade quando torno in Sardegna, i miei vecchi amici, li vedo, li incontro. Tutto sempre uguale, il film che trasmette sempre la stessa scena. Ed anche loro mi dicono che son stanchi della Sardegna, preferirebbero cambiare. Ed invidiano la mia avventura. Beh,L? cosa dire, sono invidiato da tutti! Ma il bello del discorso lo sapete qual'è?? Che invidiano uno come tanti, ciò che ho fatto io lo possono fare tutti. Basta volerlo.

Ma questa è un'altra storia...

Partiamo da Cork verso le 15 del pomeriggio. Diversamente ai giorni precedenti, il sole sta splendendo e c'è caldo, tanto che posso "permettermi" anche di vestire una T-shirt. Durante il percorso attraversiamo Bandon, dove sti sta svolgendo la tradizionale "Steam rally", una competizione annuale tra machine a vapore.

Poi procediamo per Clonakilty, Leap ,Skibbereen, Ballydehob. Il cielo è magnifico, un blu pieno, senza spazi, senza il bianco delle nuvole. Perfetto, un blu da favola. Superata Clonakilty all'altezza di Lissavard, prendiamo una strada sulla sinistra che indica "Long Strand", passiamo per un bellissimo bosco , sulla nostra destra, costruito su una collina, le rovine di un vecchio castello "Castlefreke".

Arriviamo alla spiaggia, una bella spiaggia, però l'impatto ambientale della zona è rovinato da "case mobili" che gli irlandesi utilizzano in estate come seconda casa al mare. Anche alcuni hotel fatiscenti sono presenti lungo la strada che porta alla spiaggia. Torniamo sulla Statale, passiamo per Leap. E' una cittadina molto piccola, ma ha 100 metri da favola, cento metri che all'uscita per Skibbereen lasciano intravedere la bellissima baia, che essendo molto profonda, fa sembrare il tutto simile ad un lago incantato.

Passiamo per Skebbereen, Ballydehob (che ha un ingresso suggestivo), ed entriamo nella penisola alla volta di Schull. A Schull ci siamo fermati al porticciolo, abbiamo fatto alcune foto perché il posto è veramente molto molto carino. Il paesino non offre tantissimo, si mormora che ci siano 24 pubs, e si mangia del buon pesce. Da Schull a Toormore, il lungomare è incantevole. Da lì a Goleen, e poi prendiamo il percorso per Crookhaven, che è una paesino di mare costruito in una penisola, nella penisola. La via per Crookhaven è bellissima.

Arrivati a Crookhaven non riusciamo ad arrivare all'interno, il paesino è piccolissimo ma ci sono tantissime auto parcheggiate "all'italiana" (tante delle quali di grossa cilindrata), il che ci ha fatto capire che Crookhaven è considerata un po' la zona d'elite per l'Estate (cosa poi confermataci dalla padrona del B&B dove abbiamo passato la notte).

Da Crookhaven ci direggiamo verso Barley Cove beach. Purtroppo anche qui, fortunatamente non davanti alla spiaggia ma nei paraggi, un intero paesello composto da tante seconde case, roulottes, tende, specie di case mobili con tanto di vialetti, lampioni etc. Naturalmente il tutto porta problemi di impatto ambientale e smaltimento dei rifiuti. La visione della spiaggia dall'alto è suggestiva, la si vede "emergere" dalla collina, il blu dell'oceano, il bianco candido della sabbia... Una vista spettacolare, una delle spiagge di Cork che si son guadagnate la celeberrima "bandiera blu" ed è stata battezzata come zona protetta dalla Comunità Europea. Purtroppo anche qui, un hotel nuovo di zecca, con tanto di villini da affittare, regna sovrano dall'alto della baia dando al visitatore un bel pugno nell'occhio.

Superato il piccolo ponte sull'acqua svoltiamo per Mizen Head. Ci si trova di fronte a due strade, un incrocio ad Y. A sinistra si va a Mizen Head, a destra per l'altra parte della punta, Dunlough. Sono oramai le 20.00, andiamo alla ricerca di un buon B&B. Il bello dell'Irlanda è che ovunque sei, ovunque vai, anche nei posti più impensabili, c'è sempre un B&B che ti da accoglienza. Generalmente costano pochissimo, la gente è molto ospitale e la prima colazione è più che abbondante.

Arrivati a Mizen Head, (bellissima) ci rendiamo conto che purtroppo il passaggio è chiuso ai visitatori. Anche lì, il tutto molto molto commercializzato. C'è tanto di centro turistico con megaparcheggio davanti alla scogliera. Si entra nel centro turistico, ci sono proiezioni, vendita di pupazzetti e portachiavi vari, varie ricostruzioni della zona. Poi si paga il biglietto se si vuole arrivare al faro.

Lasciata Mizen Head, torniamo indietro e troviamo uno splendido B&B in pietra, proprio nell'alto del colle. Ci guardiamo attorno, la vista da lì deve essere spettacolare... La casa è bellissima,in cima alle colline, da lì si può ammirare uno spettacolo mozzafiato, la scogliera, Mizen Head sulla destra, la spiaggia di Barley Cove sulla sinistra. Ci aspettiamo un prezzo astronomico, ma per la modica cifra di 60 Euro la signora ci lascia la stanza doppia che si affaccia sulla scogliera. 30 Euro a testa più prima colazione. Un sogno!

La notte andiamo a mangiare in un ristorantino a Goleen, qui si son ripresi ovviamente i soldi che non abbiamo pagato al B&B. Un main corse non costa meno di 28 Euro, così alla fine ci tocca sborsare 80 Euro per una bottiglia di vino, una bistecca e un piatto di anatra. Una pazzia visto che il ristorante non ha niente di speciale. Ma purtroppo questa zona, a detta del nostro cameriere, si sta trasformando un po' nella Costa Smeralda dell'Irlanda... Purtroppo...

Torniamo al nostro B&B, nel buio della notte i fari dell'auto illuminano alcuni "irish hares" che saltellano per il prato della casa. Ce ne sono almeno 5, due dei quali molto molto piccoli, che spettacolo! La mattina ci svegliamo non proprio all'alba (9.30), alzo le tendine della finestra e sono affascinato dalla visione della scogliera di fronte a noi, tanto che la foto è quasi scontata.

Andiamo a fare colazione, continentale questa volta, sinceramente l'anatra della notte scorsa non mi incita ad imbattermi in nessun breakfast irlandese per la mattina. Cork flakes, latte fresco, insalata di frutta e burro fatto in casa sono il meglio per una colazione leggera e nutriente. La padrona di casa ci parla un po' della zona, della sua casa, del vicinato. Dice che gli italiani non passano tantissimo da quelle parti, tanti americani e tedeschi, gli inglese si son comprati direttamente la seconda casa. E si lamenta, dice che negli ultimi anni si sta costruendo troppo. Vivono 10 persone nel tratto che va dalla spiaggia alla Mizen Head, ma ultimemente (dopo la costruzione dell'hotel) hanno chiesto il permesso di costruzione di altri appartamenti per 70 abitanti. "Inverosimilmente, dice, in inverno non mi capita di incontrare anima viva da queste parti ma devo pur sempre convivere con una costa che sta per essere sommersa dal cemento, per magari dare ospitalità a delle persone per 3-4 settimane all'anno". La signora non ha tutti torti, ma le sue quotazioni calano spaventosamente quando inizia a parlare della raccolta dei rifiuti.

"Io vorrei riciclare, davvero, ma purtroppo lo Stato non ha i mezzi per riciclare i rifiuti nelle zone isolate come questa. Ed io non mi posso fare km per portare la spazzatura fino ai centri urbani più grandi". Morale della favola, non ci sono servizi, le case sono tante, la raccolta dei rifiuti può raggiungere anche 400 Euro l'anno. Molte persone (ha ammesso alla fine), prendono la loro bella spazzatura in auto, vanno a farsi un bel giretto per le Verdi colline e le spiagge che noi tanto ammiriamo, e le battezzano con il bel colore nero dei sacchetti della spazzatura. Fino a quando poi qualche cane non finisce l'opera aiutando la nostra curiosità e svelandoci anche l'interno che va irrimediabilelmente a diventare parte integrante del paesaggio. "Certo che c'è la soluzione" dice la signora "a volte facciamo anche dei bei falò con tutti gli abitanti della zona". Beh, a quell punto ci è toccato salutarla, effettivamente mi sarebbe piaciuto rimanere a coccolarmi all'idea dell'Irlanda che tutti si immaginano.

Nella foto che ho preso dalla finestra è possible vedere cosa ha allettato la mia vista la mattina appena svegliatomi.

Ci siamo avventurati in spiaggia, anche se la vista dell'hotel sulla collina non è delle migliori, la spiaggia è abbastanza pulita ed è una delle più belle d'Irlanda sicuramente. Ci sediamo sulla sabbia, di fronte al mare, in meditazione profonda...

Il viaggio di ritorno è leggermente diverso, ma in fin dei conti non vediamo nient'altro di speciale.

Alla prossima avventura!


Testo e foto a cura di Giancarlo
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